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Roberto Barbolini ad Istambul
Roberto Barbolini ad Istambul

Roberto Barbolini è tra gli scrittori italiani più riconosciuti, ma forse tra i meno conosciuti. Cesare Garboli, bontà sua, l’ha definito «un Fellini della scrittura». Allievo di Luciano Anceschi all’Università e di Indro Montanelli nel giornalismo, ha lavorato con Giovanni Arpino alle pagine culturali del Giornale, è stato redattore e critico teatrale di Panorama e attualmente collabora al QN-Quotidiano nazionale. Una delle sue soddisfazioni maggiori l’ha avuta scrivendo la prefazione ai Romanzi e racconti di Dashiell Hammett per i Meridiani Mondadori. Ma anche quando ha curato assieme a Guido Almansi La passion predominante, un’antologia della poesia erotica italiana dal Duecento a oggi, s’è divertito mica male. L’erotico, il poliziesco, il bizzarro, il comico e il fantastico sono da sempre al centro delle sue passioni di saggista e di narratore. Con i racconti de La strada fantasma ha vinto il premio Dessì e il premio Valle dei Trulli, con i saggi di Stephen King contro il Gruppo 63 è stato finalista al premio Viareggio. Ha pubblicato presso i principali editori italiani, da Mondadori a Rizzoli, da Longanesi a Garzanti, ma non disdegna i capitani coraggiosi della piccola editoria, da Guaraldi a Greco&Greco. Fra i suoi romanzi ama ricordare Il punteggio di Vienna, Piccola città bastardo posto, Ricette di famiglia, Provaci ancora, Radetzky e L’uovo di colombo, che secondo lui fa molto ridere. Si stupisce che l’editoria italiana non ami il racconto e continua a scriverne parecchi, perché è ostinato anche se non sembra. Magari ha ragione lui.


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Martedì 21 Novembre, presso la libreria Ubik di Via Irnerio 27 a Bologna, Alberto Bertoni e Gino Ruozzi interverranno alla presentazione del mio nuovo libro “Vampiri conosciuti di persona”, edito da La nave di Teseo (239 pagine, 15 euro). 

I vampiri di Roberto Barbolini sono i protagonisti dei suoi incontri più formidabili: aneddoti e avventure che si srotolano dall’appennino modenese al confine ungherese, dalla seconda guerra mondiale alla Transilvania, fin quasi a sfiorare la soglia dell’Aldilà.
Una caccia al tesoro improbabile attorno a un misterioso Stradivari; un simpatizzante nazista circonciso; il grande calciatore Puskas esule dalla sua Ungheria su una spiaggia di Bordighera; un viaggio di lavoro in Transilvania che si trasforma in una vera e propria caccia al vampiro.
Per tacere della sfida alle sempre incombenti insidie del Dottor Morte.
Brioso e malinconico, divertente e terribile, Vampiri conosciuti di persona è un romanzo per frammenti, stupori e visioni, immersi nel fiume ironico e surreale della scrittura di Barbolini.

“Un Fellini della scrittura.”
Cesare Garboli


 

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