L’uovo di Colombo

Roberto Barbolini - L'uovo di colombo
2014 – L’uovo di colombo
Si può ridere davanti alla fine del mondo? In attesa del Giudizio Universale, che ci darà la risposta definitiva, Barbolini ci mette alla prova con questo romanzo in cui il finimondo scoppia in una città di provincia, mai nominata eppure riconoscibile, per colpa d'un assessore troppo intraprendente e d'una torre campanaria, patrimonio dell'Unesco, proditoriamente tappezzata con le gigantografie di Pavarotti ed Enzo Ferrari in lamina argentata.
 Da qui si snoda una ridda vorticosa di vicende futili ed esilaranti che coinvolge una variegata combriccola di personaggi: dal Grande Scrittore in Incognito, in fuga da se stesso e dal suo doppio, alla categoriale Direttrice di un'importante Fondazione con la effe maiuscola; dal nero padre Tiger, autentico frate guerriero, alla bella e sensuale Clelia, vittima d'incontrollabili bollori erotici, fino al gigantesco Efrem, ultimo addestratore dei battaglieri colombi "triganini".
 Ma tanti altri sono i bizzarri personaggi che sgomitano spudoratamente per superarsi nella staffetta narrativa di questo "romanzo eroicomico" dal risoluto impianto corale.
 Attraverso rivoli e snodi ricchi di humour e di umori, non esclusi quelli stercorari, la trama s'arricchisce di corpose vicende laterali, destinate tutte a confluire nella gran baraonda finale, quando un memorabile castigo sceso dal cielo rimetterà le cose a posto.
 L'uovo di colombo è un romanzo insolito e sorprendente dove Guareschi strizza l'occhio a Gadda, mentre la statua marmorea di Alessandro Tassoni, l'autore della Secchia rapita, annuisce bonaria. La comicità iconoclasta di Barbolini investe il mondo intero, eppure non cede mai a un nichilismo amaro, a una messa alla berlina sprezzante: da ogni personaggio, in queste pagine, si irradia un'energia vitale autentica, un'insopprimibile aspirazione alla felicità capace di suscitare una profonda, umanissima simpatia.

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