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21-09-2017 – Vampiri Conosciuti di Persona : Il nuovo libro di Roberto Barbolini.

Mercoledì 21 settembre esce “VAMPIRI CONOSCIUTI DI PERSONA”, il mio nuovo libro edito da La Nave di Teseo (239 pagine, 15 euro).  Qui sotto un brano tratto dalla parte intitolata “Il sistema del Dottor Morte”.                      

 

 

                        Il sistema del Dottor Morte

  In principio era il buio. Buio e freddo. Non il freddo che fa rabbrividire ma basta un fuoco di bivacco a riscaldare; un freddo proprio da ghiacciaio, che iberna fossili e tracce di vite passate in un’immemore vita minerale, in attesa di un impossibile risveglio. Che fosse impossibile lo sapevo bene. Eppure mi stavo risvegliando. Con il mio arco in legno di tasso e le frecce acuminate che tenevo nella faretra sarei di nuovo andato a caccia di cervi e di stambecchi; con queste mie mani diacce come la morte avrei ancora raccolto bacche tra le forre e i dirupi del Similaun. E nelle lunghe veglie invernali accanto ai fuochi, quando i lupi ululano di lontano dalle foreste grigie, per generazioni e generazioni gli anziani avrebbero narrato la storia del cacciatore che era riuscito a tornare dal regno dei morti.

   L’orrore è arrivato subito dopo. Sollevando con immensa fatica il braccio, ho esplorato a tentoni il buio circostante. La mia mano ancora semiassiderata, pesante come il piombo, ha incontrato un ostacolo. Lentamente, per via delle stilettate dolorose che il sangue riprendendo a circolare infliggeva alle mie dita intorpidite, ho esplorato lo spazio che mi circondava mentre dentro di me cresceva l’angoscia. Il mio corpo giaceva in un involucro vellutato eppure duro come il legno. Qualcosa di funereo come una gondola. Qualcosa che non somigliava a una gondola ma a una bara. Anzi: era proprio una bara. La verità si è fatta strada nella mia mente come un bisturi che incide la carne senza anestesia, causandomi un dolore sovrumano, dal quale il mio corpo appena risorto dai ghiacci del Similaun non ha saputo trovare riparo. 

  Paralizzato dal terrore, ho pregato di morire di nuovo, ma i miei occhi restavano spalancati. Il respiro si è fatto affannoso per un’improvvisa fame d’aria.  Sepolto vivo: così sarei finito, dopo l’inutile combattimento di Armageddon contro le schiere immonde delle rane balzate fuori dalle bocche spergiure del dragone, della bestia e del falso profeta. Nemmeno nei miei incubi peggiori mi sarei mai sognato una fine così terribile, prigioniero fino all’ultimo respiro d’un legno che non galleggia ma sprofonda, sotterrandoti con sé nel buio eterno. Con sgomento, con allucinata rassegnazione, ho dovuto ammettere che il Dottor Morte aveva vinto.

  Tutto è incominciato in una torpida domenica di dicembre.

  Un improvviso leggero capogiro, il primo della mia vita. Impossibile respirare, come se l’aria fosse di piombo. E i miei polmoni, le branchie d’un pesce in agonia. L’ululato dell’ambulanza. «Come si chiama, perdìo, come si chiama?» urla sgarbata l’infermiera volontaria. Sto agonizzando e lei, invece di salvarmi, pensa già a rubricarmi all’anagrafe dei morti. Finalmente riesco a svenire. Mi risveglio in un letto d’ospedale, coperto di tubi e incapace di parlare (…)

  La stanza in cui mi trovo ha la smorta tonalità bianco-giallastra d’un uovo covato in batteria, andato a male da un pezzo. Sulla parete di fronte un orologio tondo, con le cifre in numeri romani, segna sempre l’una e 25. Non so neppure se sia notte o giorno. Angoscia improvvisa di essere già crepato: forse le lancette si sono fermate all’ora esatta della mia morte e per me –solo per me– il tempo ha smesso di scorrere. Questo ospedale dei dannati, questo letto di chiodi e di ghiaccio in cui giaccio da più di tremila anni, sarebbero dunque l’aldilà. Ma se davvero sono morto, morto del tutto, perché continuo a pensare?

01-03-2017 – WikiSource propone Beethoven 27% di Roberto Barbolini come rilettura del mese

2017-03-26 - WIKISOURCE PROPONE BARBOLINI COME RILETTURA
WIKISOURCE PROPONE BEETHOVEN 27% BARBOLINI COME RILETTURA

BEETHOVEN 27%

Sommario

30-03-2017 – NERO WOLFE IN VIA PASTRENGO

Roberto Barbolini presenta :NERO WOLFE IN VIA PASTRENGO e altri racconti ravvicinati

Libreria Popolare di via Tadino – Via A.Tadino,18 – 20124 Milano

 

“Ho conosciuto di persona Nero Wolfe in una delle sue rare trasferte lontano da New York…” scrive Roberto Barbolini, raccontando il suo primo incontro con Giuseppe Pontiggia nella milanesissima via Pastrengo. Che cosa avvicina il grande scrittore scomparso al celebre detective creato da Rex Stout? La risposta non è priva di peso: tira in ballo la flemma, gli scacchi e tante altre cose. E qual è il legame tra Giovanni Arpino e Philip Marlowe? In che senso il mitico professor Anceschi evoca Dracula e Sherlock Holmes? Perché Cesare Garboli assicura che «quando si è morti si lavora benissimo»? Per non parlare di cosa può succedere a Las Vegas con Guido Fink; o giù nell’Ade seguendo le tracce sulfuree di Giorgio Manganelli detto il Mangagnifico… In questi sei “incontri ravvicinati” con personaggi della cultura che sono stati per lui amici oltre che maestri, Barbolini dispiega la verve brillante del narratore e l’agilità del saggista pronto a celebrare matrimoni fra cose, persone e idee in apparenza lontane fra loro.

Ma soprattutto ci dà le tracce appena occultate d’un sofferto, divertentissimo romanzo di (de)formazione.

15-10-2016 – Il libro giusto

La prima fiera dell’editoria a Piacenza.

Piazzale Guglielmo Marconi, 37 – Piacenza (PC) 29121

Finalmente Indiana Jones is back...sabato prossimo 15 ottobre a Piacenza, nell'ambito della rassegna di piccoli editori "Il libro giusto", presenterò assieme allo scrittore Paolo Colagrande (vi consiglio assolutamente di leggervi il suo squinternato e godibilissimo romanzo "Senti le rane") il mio nuovo libro. S'intitola ANGELI DALLA FACCIA SPORCA- VIAGGIO AL DI LA' DEL GIALLO E DEL NOIR ed è edito da Galaad. Si tratta d' una raccolta di saggi sulla narrativa di genere, ma è anche una specie di autobiografia intellettuale per interposti maestri, da Chandler e Hammett  a Poe e Stevenson, da Bram Stoker a Chester Himes, da Salgari a Stephen King, senza trascurare Giovannino Guareschi e altri "piccoli maestri" che il salotto buono della letteratura fatica ad accettare. Se siete in zona, perché non fate un salto? Con Colagrande il divertimento è assicurato.

Programma

orario di apertura stand: dalle 10 alle 20

SABATO 15 OTTOBRE 2016

10.00 – “Cowspiracy. Il segreto della sostenibilità” (Sonda), incontro a cura di Claudio Pomo, responsabile campagne “Essere Animali” e curatore dell’edizione italiana del libro. Interviene Antonio Monaco di Sonda

11.00 – Consegna del premio “Il libro giusto” a Gherardo Colombo. Intervengono il sindaco di Piacenza Paolo Dosi, Bernardo Carli presidente della Fabbrica dei grilli e Davide Corona. Modera Giorgio Lambri

12.00 – “Un mestiere del diavolo” (Giubilei Regnani). Incontro con Ettore Gotti Tedeschi. Interviene Nicoletta Bracchi, direttrice di TeleLibertà

13.00 – Reading poetico con Gian Citton, Adelio Fusé, Paride Mercurio, Nina Nasilli ed Enrica Salvaneschi, a cura di Book Editore

14.00 – “Angeli dalla faccia sporca. Al di là del giallo e del noir”. Presentazione del nuovo libro di Roberto Barbolini, a cura di Galaad. Interviene Paolo Colagrande

15.00 – “Ribelli alle logiche di mercato. Editoria e cooperazione, buone pratiche si confrontano”. Saluto di Fabrizio Malvicini, presidente di Confcooperative-Piacenza, intervengono Laura Barbotto (La Bottega), Stefano Delmastro (LiberLab e Scrittura Pura) e Paolo Menzani (Officine Gutenberg), modera Lanfranco Massari (FederCultura TS/Confcooperative ER)

16.00 – “Giornalismo e antimafia”. Alberto Spampinato dialoga con Francesco Filippi, a cura di Libera Piacenza

17.00 – “Frocio e basta” (Effigie). Sul perché è morto Pier Paolo Pasolini. Intervengono Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti, autori del libro, insieme a Silvia De Laude, curatrice dei “Meridiani Mondadori” dell’autore

18.00 – “Donne in lotta per la libertà, in Kurdistan e nel mondo”. Un dialogo tra Francesca Tosarelli, Riccardo Pedrini (Wu Ming 5) e Marco Rovelli. Modera Marco Bosonetto

19.00 – “Azad-Libertà”. Recital-concerto di Marco Rovelli e Serhat Akbal


DOMENICA 16 OTTOBRE 2016

10.00 – “Senti le rane” (Nottetempo). Intervengono l’autore, Paolo Colagrande, finalista al Premio Campiello, e l’editore Andrea Gessner

11.00 – “La vita ti riprende. Otto storie a lieto fine dal reparto di Oncologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza” (Papero Editore). Interviene l’autrice, Elisabetta Paraboschi, e il professor Luigi Cavanna, primario. Modera Gabriele Dadati

12.00 – “L’amore non conta i cromosomi” (Pontegobbo). Intervengono l’autrice, Michelle Giacobbe, e l’editrice, Daniela Gentili

13.00 – Jean Talon presenta “Incontri coi selvaggi” e “Almanacco 2016. Esplorazioni sulla via Emilia”, a cura di Quodlibet

14.00 – “Lo spregio” (Marsilio). Interviene l’autore, Alessandro Zaccuri, in dialogo con Barbara Sartori

15.00 – “Avanti nella lotta, amore mio!” (Feltrinelli). Piero Gobetti, il primo editore di progetto italiano, a novant’anni dalla morte. Incontro con Paolo Di Paolo, interviene Gianni D’Amo

16.00 – “Futuro interiore” (Einaudi). L’autrice, Michela Murgia, dialoga con Matteo Corradini

17.00 – “Italiani in Argentina e altre migrazioni”. Dialogo tra Laura Pariani, Antonio Moresco e Nicola Fantini. Modera Giovanni Giovannetti di Effigie

18.00 – “Come si scrive un fumetto? Come si scrive un romanzo?”. Un dialogo tra Giorgio Fontana e Lorenzo Calza. Modera Davide Corona

19.00 – “Lampadine sopra il letto. Musica e parole per Etty Hillesum”. Recital-concerto di Matteo Corradini e Maddalena Scagnelli

 

12-10-2016 – ANGELI DALLA FACCIA SPORCA

Angeli dalla faccia sporca
Angeli dalla faccia sporca

Come un vasto tesoro di novità e riscoperte, private memorie e in­dimenticabili eroi romanzeschi, si schiude la biblioteca di un autore coltissimo e lieve, ironico e raffinato, capace di apprezzare la cifra del classico proprio dove l’illusoria cortina del genere sembrerebbe appannarla. L’inarrivabile Hammett, il grandissimo Chandler, il nero di rabbia Chester Himes. I maestri del giallo moderno, accanto agli immancabili precursori Conan Doyle e Poe, alla valorosa schiera degli emuli e alla discutibile fiumana degli epigoni. Quindi Stevenson, Salgari e Verne, ma anche Char­les Williams e Tolkien, e Dracula a braccetto con Don Giovanni, insieme a un ventaglio di considerazioni sul doppio, il fantastico, lo sguardo estasiato del puer, il cannibalismo e l’autofagia rituale in letteratura. Fino all’elogio del comico, alla bicicletta rigorosa­mente scassata di Giovannino Guareschi, alla lacerante poesia di Antonio Delfini e all’indicazione di una via irregolare e autorevole che sappia osteggiare il cupo dominio delle divinità mercantili e rinnovare la tradizione nel ribollente crogiolo dei linguaggi at­tuali. Così che la Bellezza, insinuatasi quasi per sbaglio tra la ba­belica folla dei funerali di Pavarotti, spintonando tra kitsch e su­blime, opera e rock, torni a mostrarsi con quella maschera d’an­gelo «che sapeva di fango e di tango, di bassifondi e coltelli, di sudore e di stelle» affibbiata con una battuta, oltre mezzo secolo fa, a tre vecchi campioni di calcio argentini. Sivori, Maschio e Angelillo, per chi non li voglia scordare.