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Mio marito è un mi bemolle

Autore: Roberto Barbolini

Titolo: Mio marito è un mi bemolle

Sottotitolo: Storie brevi e cinque romanzi in 600 battute

Collana: iRèfoli

Caratteri: 55.662

Uscita: 18 giugno 2020

Prezzo: 2,99 €

 

Descrizione:

Un’irrequieta signora della Milano-bene abbandona i salotti, abbraccia la medicina ayurvedica e aderisce a una setta che chiede l’elemosina per i ricchi. Un amministratore delegato che si esprime solo nell’inglese del marketing, propone le sue innovative strategie aziendali all’unico cliente che non ne ha decisamente bisogno. La galleria di “strana gente” che Roberto Barbolini racconta, divertito, in questo libro comprende la storia dell’amante di Agatha Christie, la vicenda di un uomo dotato di una prodigiosa memoria (versione padana del borgesiano Ireneo Funes) e le traversie di un matto che si crede Napoleone (ma potrebbe esserlo realmente). Le pagine di questi racconti brevi indugiano inoltre sulla relazione tra il gatto domestico e il paradosso di Schrödinger e, soprattutto, rivelano perché non conosceremo mai il volto della ragazzina dai capelli rossi amata da Charlie Brown.

In appendice, cinque brevi storie caustiche – dove il fuoco domina letteralmente la scena – a altrettanti romanzi in 600 battute.

 

L’autore

Roberto Barbolini, saggista e narratore, allievo di Cesare Garboli, Indro Montanelli e Giovanni Arpino ha vinto il premio Dessì e il premio Valle dei Trulli con i racconti  La strada fantasma ed è stato finalista al Premio Viareggio con Stephen King contro il Gruppo 63. Ha pubblicato con Mondadori, Rizzoli, Longanesi, Garzanti e La nave di Teseo.

Sade in drogheria (Guaraldi 2015)

Sade in drogheria
2015 – Sade in drogheria

Il Divino Marchese, paladino di ogni lussuria, vaga per la pianura Padana, annoiato, cercando di realizzare l’estremo vizio; Sherlock Holmes risolve “uno dei più singolari” casi della sua “mirabolante carriera d’investigatore” confrontandosi con l’eccentrico scrittore (e mirabile passeggiatore) Robert Walser; un gruppo di spiantati via Facebook rievoca l’era di Woodstock e di Jimi Hendrix e i preti vanno in giro con la pistola, azzannano i pitbull e sembrano sbucare da un violentissimo hard boiled. La vera perversione di Roberto Barbolini, in queste cinque rotonde storie perverse, è stilistica: con capacità passa dal racconto storico allo sketch frugale, dal gergo telematico al dettato ottocentesco. Invitando allo stesso tavolo Sade e Conan Doyle, Raymond Chandler e Giovannino Guareschi, Pier Vittorio Tondelli, Petrarca e i Pink Floyd.