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Beethoven 27% (Mondadori 2008)

Beethoven 27%
2008 – Beethoven 27%

Che c’entra Che Guevara con i capelli di Beethoven? Perché i cinesi non muoiono mai? Come mai il famoso detective Dashiell Hammett sta alle costole di Fatty Arbuckle, famigerato comico del muto? Chi smercia cocaina nel cimitero di Modena mentre un morto decisamente troppo speciale cammina per le strade della città? E ancora: tutta la verità sul vero Dracula, Sherlock Holmes indaga a Carpi, John Lennon killer a ritmo di beat. Tra metropolitane e prostitute, vescovi e scimmie, vedove vogliose e ingegneri erotomani, cercatori d’oro che trovano guai e fantasmi più vivi dei vivi, ecco sedici storie sulfuree che vanno all’arrembaggio di tutti i “generi”: dal giallo al noir, dal thriller al western, dal gotico al vampiresco. Da un autore letterario a tutto tondo, un corrosivo affondo di bisturi nella nostra beneducata mostruosità quotidiana.

Provaci ancora Radetzky (Casa Editrice Barbèra 2012)

Roberto Barbolini - Provaci ancora Radetzky
2012 – Provaci ancora Radetzky


“Ma ho un bel cercare di ricostruire quello che mi è capitato per amore di Carla e in odio a quel meschino di Radetzky, ristabilendo nella giusta sequenza i dati oggettivi per cui le nostre storie hanno finito per intrecciarsi all’oscena parodia di una storia più grande”. Un protagonista cinico e divertentissimo che odia “Il Piccolo Principe” sempre presente in sogno, si confronta con l’ossessione per il Feldmarescillo Radetzky, le Cinque Giornate di Milano e l’amata Carla, salvatrice di levrieri. Ruotano attorno a lui personaggi originalissimi: il bulldog albino chiamato Krapfen, l’amico ricco Zippo, che può permettersi tutto proprio per la sua ricchezza, due nonni all’ospizio che, smemorati, pensano di essere amanti. Tutta la storia ha come scopo il tentativo di finire un videogame in cui si combattono battaglie virtuali contro gli Austriaci e prima o poi si farà una rappresentazione equestre con Vincenzo Monti e Radetzky stesso come protagonisti. Durante la vivace trama s’inseriscono personaggi indimenticabili dell’immaginario collettivo tra i quali Mamma Ebe e Don Verzé e alla fine tutto il cinismo del protagonista dovrà vedersela con il tentativo di conquistare Carla. Un romanzo in equilibrio tra “La versione di Barney” di Mordecai Richler e l’ironia di Woody Allen.

Ricette di famiglia (Garzanti 2011)

Ricette di famiglia
2011 – Ricette di famiglia

Tutto comincia con un taccuino, 182 fogli a quadretti più alcuni sparsi, dove una calligrafia un po’ infantile, da maestra, ha annotato le ricette del repertorio di famiglia. Mamma le ha raccolte da parenti e amiche, alcune le ha copiate dal “Talismano della felicità”: in gran parte però arrivano da nonna Armida, e dunque da un Ottocento che in questo modo riesce ancora a trasmettere il suo bagaglio di storia e di sapori. Gli ultimi assaggi di queste “Ricette di famiglia” arrivano invece dai sushi bar e dagli happy hour che vanno di moda oggi, dove si assaggia ma non si mangia. I pranzi e gli spuntini sono quelli di una famiglia che, generazione dopo generazione, bizzarria dopo bizzarria, attraversa più di un secolo di storia d’Italia, dalle dimore di campagna dove si riunivano le grandi famiglie patriarcali ai bilocali metropolitani che ospitano le nostre inquietudini. “Ricette di famiglia” è anche una girandola di personaggi: la mamma che si lamenta perché fa tutto lei ma impedisce a chiunque di avvicinarsi ai fornelli; il babbo dall’olfatto perfetto e che perciò non vuole che si tagli la sfoglia con il coltello, perché altrimenti “sa di metallo”; il professor Valentini, afflitto da un figlio anoressico e da una figlia bulimica; Eugenio di Parigi, cugino della “nonna cattiva”; l’amico Giap che sposa solo donne giapponesi; il Malinverni che vuole “globalizzare” le tigelle aprendo un fast food in India.

Uomini di cenere (Mondadori 2006)

In un immaginario ducato europeo, nel tempo sospeso e raggelato in cui imperversano gli uomini delle Bande Nere, un gruppo di amici ebrei si pone il problema della propria futura sopravvivenza. Uno di loro allora propone di fare “la Tontina”, una pratica che prende il nome da Luigi Tonti, banchiere napoletano del XVII secolo. È un’idea assai semplice: tutti i partecipanti pagano una quota per accendere un fondo comune. Chi sopravvive riscuoterà il premio, con gli interessi nel frattempo accumulati. Nell’uragano di fuoco che distrugge l’Europa durante la Seconda guerra mondiale, il “club della Tontina” si disperde e ognuno va incontro al proprio destino. Sessant’anni dopo arrivano negli Stati Uniti un imbalsamatore e il suo assistente: accompagnano un loro cliente defunto in Italia. Ma la bara e il cadavere scompaiono nel nulla. I due devono ritrovare il contenitore e il contenuto e chiedono aiuto a un detective privato, che al primo colpo d’occhio non fa una grande impressione. Ma il detective Kramer si rivelerà indispensabile e guiderà i due in un viaggio picaresco tra sopravvissuti alla Shoah e cimiteri, sulle tracce di un segreto che affonda le sue radici nel passato. Solo all’ultima pagina scopriremo, con un colpo di scena, chi è il vero vincitore della Tontina, e quanto tragica e beffarda possa essere la Storia.

L’uovo di Colombo

Roberto Barbolini - L'uovo di colombo
2014 – L’uovo di colombo
Si può ridere davanti alla fine del mondo? In attesa del Giudizio Universale, che ci darà la risposta definitiva, Barbolini ci mette alla prova con questo romanzo in cui il finimondo scoppia in una città di provincia, mai nominata eppure riconoscibile, per colpa d'un assessore troppo intraprendente e d'una torre campanaria, patrimonio dell'Unesco, proditoriamente tappezzata con le gigantografie di Pavarotti ed Enzo Ferrari in lamina argentata.
 Da qui si snoda una ridda vorticosa di vicende futili ed esilaranti che coinvolge una variegata combriccola di personaggi: dal Grande Scrittore in Incognito, in fuga da se stesso e dal suo doppio, alla categoriale Direttrice di un'importante Fondazione con la effe maiuscola; dal nero padre Tiger, autentico frate guerriero, alla bella e sensuale Clelia, vittima d'incontrollabili bollori erotici, fino al gigantesco Efrem, ultimo addestratore dei battaglieri colombi "triganini".
 Ma tanti altri sono i bizzarri personaggi che sgomitano spudoratamente per superarsi nella staffetta narrativa di questo "romanzo eroicomico" dal risoluto impianto corale.
 Attraverso rivoli e snodi ricchi di humour e di umori, non esclusi quelli stercorari, la trama s'arricchisce di corpose vicende laterali, destinate tutte a confluire nella gran baraonda finale, quando un memorabile castigo sceso dal cielo rimetterà le cose a posto.
 L'uovo di colombo è un romanzo insolito e sorprendente dove Guareschi strizza l'occhio a Gadda, mentre la statua marmorea di Alessandro Tassoni, l'autore della Secchia rapita, annuisce bonaria. La comicità iconoclasta di Barbolini investe il mondo intero, eppure non cede mai a un nichilismo amaro, a una messa alla berlina sprezzante: da ogni personaggio, in queste pagine, si irradia un'energia vitale autentica, un'insopprimibile aspirazione alla felicità capace di suscitare una profonda, umanissima simpatia.